.
Annunci online

You've got the style it takes
Un intenso weekend
post pubblicato in Diario, il 4 febbraio 2008

1) Carla Bruni ha sposato il suo Sarko.
2) La Signora Rosa Bossi in Berlusconi è trapassata all'età di 97 anni. Ora si capisce il perchè della trasandatezza di Silvio mostrata nelle ultime uscite pubbliche (maglietta della salute blu sotto i doppiopetto grigi, sciarpina di seta a pois bianchi). Era disperazione filiale.
3) Hillary e Barak se le dicono.
4) Si vota a primavera.
5) I ginecologi romani, illuminati dalla fede in cristo, hanno fatto un documento che ci riporta a piè pari al medioevo.
6) Il Financial Time (o come lo chiama Clemence, il Finazial Tim), poi ripreso dall'editoriale di Scalfari di ieri su Repubblica, fa delle considerazioni molto lucide sulla situazione politica italiana. Riassumendo: che paese di merda.
7) Sabato ho visto Sogni e delitti di Woody Allen. Non male, ma non ai livelli di Match Point.
8) Ieri ho visto Cloverfield. Non ho parole. Davvero.

Mutazioni genetiche
post pubblicato in Diario, il 26 gennaio 2008
Tutti a elogiare l'ultima fatica satirica di Michele Serra, ovvero :
Cipputi Park, la sua satira preventiva pubblicata sull'Espresso di questa settimana.
La leggi, un po' ridi perchè sì, insomma, Serra scrive bene. Ma non ti convince fino in fondo. Ci pensi e... ma certo! Serra è un radical chic paleoborghese e noioso!
Poi ti dici: "sarò mica esagerata? In fondo dai, è vero che fino alla Thyssen Krupp degli operai non ne parlava più nessuno!". Però oh! quel qualcosa persiste.
Poi succede che t'imbatti nei commenti e ne trovi uno e ti dici "Ah, ecco che cos'era quel qualcosa!":

Caro Serra,sono un operaio.Bello l'articolo,graffiante la satira,ma se gli operai sembravano scomparsi è soprattutto per colpa di chi,come te,a sinistra,non ne parlava mai,preferendo parlare di Berlusconi.

Serra è come i politici di questa pseudosinistra: lontani dalla gente, lontani da quelli che dovrebbero essere i loro naturali elettori.

Tristezza.
Ecosistemi
post pubblicato in Diario, il 9 dicembre 2007
Nel giro di qualche anno questa nazione (di merda) sarà popolata solo di politici, benestanti, rumeni e albanesi.
Gli auguro di non darsi fastidio a vicenda.
Quanto a me, mi si potrebbe domandare perchè non espatrei.
E' quello che mi auguro di fare il prima possibile.
Sì, io sono italiana, la mia famiglia, i miei affetti sono qui. Ma mi sono abituata a vivere lontana da casa, e egoisticamente parlando, ne sono sollevata. Sollevata dal dolore che posso provare nel vedere i miei genitori spegnersi piano piano.
Insomma, lo volevano ammazzare e ce l'hanno fatta. In 50 anni sono riusciti a metterlo in ginocchio, e a disamorare alla politica i più.

Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. Paese di merda

permalink | inviato da Dolcinganni il 9/12/2007 alle 13:19 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (8) | Versione per la stampa
Che paese di m...
post pubblicato in Diario, il 12 novembre 2007
... quello in cui la Ventura si fa opinion leader e dove l'unico a dire cose sensate è Fulvio Collovati.
Sicuramente la procura dirà che G.S. era armato.

Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. paese di merda

permalink | inviato da Dolcinganni il 12/11/2007 alle 15:5 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (18) | Versione per la stampa
Era meglio se facevo la shampista
post pubblicato in Diario, il 13 settembre 2007

Domenica scorsa, mentre nelle piazze italiane si consumava l'ennesima disperazione popolare per questo paese (di merda) ormai alla deriva sociale ed economica, io, come ben si sa, ero oltre la Manica, a condividere ore spensierate (ma neanche troppo) con coetanei che da questa trita realtà sono fuggiti. E a ponderare di fare la stessa cosa.
La mia antipatia per Beppe Grillo è direttamente proporzionale alla mia diffidenza nei confronti di chi, pur avendo guadagnato sul populismo per anni, ora dice di combatterlo. Grillo secondo me è un furbetto, che inneggia a lotte giuste ma insensate. Può sembrare un ossimoro, ma secondo me non lo è: si pensi, ad esempio, alla sua tiritera sulle auto elettriche. Per carità, ha ragione a dire che sono poco inquinanti, ma in un periodo di recessione come questo credo che se la possa permettere solo lui. E francamente non me la sento di avere sensi di colpa perchè guido auto inquinanti.
Daniele Luttazzi, Marco Travaglio, Paolo Flores d'Arcais e Pancho Pardi sono tre personaggi che hanno significato moltissimo nella mia formazione politica: il primo perchè, pur non apprezzandone le derive sguaiate, ha sempre dimostrato un acume intellettuale raro, i secondi perchè sono stati miei mentori nel periodo di presa di coscienza girotondina, ormai accantonata.
Oggi mi è capitato di leggere questo pezzo di Micromega. E di riflettere.
Le sparate di Grillo a Bologna rientrano nel suo personaggio, mosso più da una vis polemica e protagonista che non da una logica sensata, il che mi porta a dare ragione a Luttazzi. Lui combatte la demagogia ed il populismo, senza rendersi conto di essere un demagogo e populista.
Pardi, Flores e Travaglio, invece, lo difendono, cavalcando quello stesso cavallo di battaglia che, negli anni, mi ha allontanata da loro.
Su una cosa sono (e siamo) tutti d'accordo: sul fatto che da quel palco non si sia levata una sola voce ad inneggiare alla morte di Marco Biagi. La legge 30, insieme alla legge Treu, hanno finito di rovinare il nostro mercato del lavoro. Non m'interessa che in tanti credano che sia una legge dovuta, di cui non si può fare a meno. La legge ignominosamente addotta a Marco Biagi (quando invece fa parte della riforma Maroni, che poi è stata ricondotta al defunto giuslavorista per impedire che, nel tipico buonismo all'italiana, venisse insultata) ha rovinato una generazione di lavoratori. Di cui faccio parte. E' una legge iniqua, discriminante, che crea disagio, frustrazione, terrore del futuro. E tutti loro lo sanno, ma se ne sbattono allegramente, in quanto hanno stipendi da favola, una pensione dopo due sole legislature, i figli, i nipoti, gli amici sistemati, case acquistate senza troppo sforzo. E noi? Noi niente. Incertezze, paure, frustrazioni, laurea da buttare nel cesso.
Ammetto di essermi laureata in lettere per diletto personale, non certo perchè speravo in guadagni da favola, ma vedere la dignità di un'intera generazione calpestata fa male.
E' alla luce di tutti questi fatti, che il mio amore per la politica, nato da liti costruttive in una famiglia che racchiudeva tutte le fazioni politiche prima, e sui libri, i giornali, al partito e nelle piazze poi, sta scemando, passando per quel corridoio lunghissimo che si chiama rabbia e delusione. Ha ragione Luttazzi quando dice che di Pertini o Berlinguer non ce ne saranno più. Oggi la politica non esiste. E la mia rabbia cresce nel vedere che si creano partiti ad uopo per sistemare i soliti ladri, escludendo persone che della libertà di pensiero hanno fatto una ragione di vita. Quindi Veltroni decide per tutti, e Pannella e Colombo si attacchino a 'staceppa.
Non voterò alle primarie, forse non voterò neanche alle politiche. Forse rimarrò in questo paese (di merda) a cercare di sopravvivere dignitosamente, ma senza l'illusione che le cose possano cambiare presto. O forse, chissà, me ne andrò anch'io, a dire da lontano: mi manca l'Italia ma non ci tornerò più.



Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. V-day politica paese di merda

permalink | inviato da Dolcinganni il 13/9/2007 alle 10:57 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (21) | Versione per la stampa
Sfoglia gennaio        marzo
il mio profilo
tag cloud
links
calendario
cerca